Nel giugno del 1215, il Regno d’Inghilterra era una terra di tensioni e sussurri, intrisa di un’inquietudine palpabile. Le tasse oppressive e le espropriazioni ingiuste del re Giovanni, noto anche come Giovanni Senzaterra, avevano gettato il regno in un tumulto. L’estate portava con sé non solo il calore ma anche il malcontento diffuso tra le diverse classi sociali. Le strade erano affollate di uomini arrabbiati, contadini impoveriti e nobili risentiti, uniti da un comune sentimento di oppressione.